CRISTINA BALMA-TIVOLA

KRI "muovere [k] liberamente [ri]" | STI "stare [s] in moto [ti]" | NA "effetto [ā] del soffio vitale delle acque [n]"

CRISTINA BALMA-TIVOLA

Charles Fourier: passioni, piacere e falansteri

Più ci penso, più ne parlo e confronto la mia vita con quella dei miei amici, e più mi rendo conto che stiamo in qualche modo articolando le nostre diverse soluzioni di sopravvivenza all’interno del macro modello di Fourier – che in età adolescenziale ci sembrava un’utopia distante anni-luce dalla realtà.

Oggi, invece, mi appare sempre più come l’unica speranza che ci permetterebbe non solo di sopravvivere, ma anche di vivere – non sprecando l’unica occasione che abbiamo di farlo.

François Marie Charles Fourier (Besançon, 7 aprile 1772 – Parigi, 10 ottobre 1837) è stato un filosofo francese, le cui radici del pensiero sono da ricercarsi nell’Illuminismo e in particolare in Jean-Jacques Rousseau – soprattutto nel considerare la parità tra uomo e donna e nel nuovo metodo pedagogico, che dovrebbe favorire lo sviluppo libero e creativo dei bambini tramite la scoperta dei loro istinti individuali.

Premesse

Fourier pensava che lo sviluppo dell’umanità attraversasse sette stadi differenti e che l’umanità si trovasse attualmente tra il quarto periodo (la barbarie) e il quinto (la civiltà). A questi periodi sarebbero seguiti, poi, il garantismo e l’armonia.

L’antropologia fourierista, inoltre, immaginava che gli uomini fossero guidati da 12 passioni:

sensitive: vista, udito, tatto, gusto e odorato

cardinali o affettive: onore, amicizia, amore e familismo

distributive: cabalista (il gusto dell’intrigo), alternante o sfarfallante (il gusto per il cambiamento) e composita (la passione per l’esaltazione).

Critica politica

Fourier critica fortemente la società borghese capitalista del tempo, che è fallita perché il libero mercato non ha portato quel benessere che aveva promesso: il mondo capitalista ha ampliato il divario tra pochi che hanno molto e molti che hanno poco.

Il capitalismo ha disumanizzato la società esasperando la competizione individuale e reintroducendo la schiavitù (lavoro minorile, alienazione etc…). Altro elemento negativo è la falsità dei prezzi: non li fa più il mondo del lavoro ma il mondo della finanza – ragion per cui la vita economica è completamente falsificata.

Sul piano politico Fourier denuncia inoltre come il potere sia al servizio degli speculatori e le decisioni vengano imposte sulla pelle dei cittadini.

Del buon uso delle passioni

Per avere un mondo diverso da quello a lui contemporaneo bisogna consentire all’individuo di recuperare i propri istinti e le proprie passioni. Dalla civiltà
secondo Fourier bisogna cercare di uscire il più presto possibile, per
cercare di entrare nel periodo successivo del garantismo – dove
si cominceranno ad avere una serie di garanzie sociali, come il reddito minimo garantito
per tutti. Dal garantismo si passerà poi gradatamente al periodo armonico.

Semplificando, l’armonia sarà incentrata sulla piena
soddisfazione della natura passionale dell’uomo
. Infatti sono le
passioni, secondo Fourier, le molle attrattive naturali che, se
assecondate, possono far rientrare l’uomo nel periodo pieno di aderenza
al piano naturale e divino dispiegato per la specie umana.

Il lavoro nei falansteri

Attenzione e cooperazione sono i segreti del successo sociale: una
società i cui membri cooperassero realmente potrebbe vedere un immenso
miglioramento della propria produttività. La società organizzata deve rendere attraente il lavoro verso cui l’uomo si sente chiamato.
Quindi piuttosto che ostacolare la naturale tendenza al piacere, occorre utilizzarla per ottenere il massimo rendimento.

L’organizzazione adatta a liberare le passioni e a rendere il lavoro attrattivo è la falange, gruppo di circa 1600-1800 persone che vivono in un falansterio.
I falansteri sono unità agricolo-industriali autonome, “dove le
abitazioni sono alberghi e non caserme, e dove ciascuno trova occasioni
svariate per soddisfare le sue inclinazioni”.

Nessuno sarà vincolato qui ad uno specifico lavoro.
Ognuno produrrà ciò che gli piace produrre; tuttavia, per evitare
la monotonia o la sovrapproduzione, ciascuno imparerà diversi mestieri,
se lo voglia, da alternarsi a piacimento e all’occorrenza.

I lavoratori sarebbero
ricompensati per la loro opera secondo il loro contributo, con un bonus
per chi scegliesse un lavoro negletto dai più, come la nettezza urbana.

Le passioni e la vita sessuale e amorosa nei falansteri

La provvidenza ha distribuito in tutta l’umanità le stesse passioni, come delle forze attrattive, un ponte tra dio e l’universo, che non vanno assolutamente represse ma soddisfatte. L’antisessismo equipara l’uomo alla donna e nel falansterio vige la libertà sessuale.
L’uomo non deve avere una sola partner e le donne devono poter avere più
uomini. In breve bisogna abbandonare sempre l’unidimensionalità.

Inoltre la vita familiare è abolita; i bambini vengono educati dalla comunità e viene così alleggerita la fatica del lavoro domestico.