CRISTINA BALMA-TIVOLA

KRI "muovere [k] liberamente [ri]" | STI "stare [s] in moto [ti]" | NA "effetto [ā] del soffio vitale delle acque [n]"

CRISTINA BALMA-TIVOLA

Wodaabe – Il popolo più bello del mondo

Giovani wodaabe nel corso della festa Geerewol (© Rosemary Sheel)
I Wodaabe sono una popolazione nomade di pastori che vive tra Mali, Nigeria, Senegal, Camerun e che ancora oggi tende a rifiutare quanto più possibile l’integrazione in modelli di vita ‘occidentali’. Chiamati dagli estranei Bororo, essi sono un piccolo sottogruppo dell’etnia Fulani, di lingua Fula (tradizione orale) e di religione islamica. La loro strategia di sussistenza è basata quasi interamente sulla pastorizia e l’esigenza di nutrimento degli animali in rapporto alla variabilità atmosferica e climatica è la ragione del continuo nomadismo di tale popolazione su aree che possono anche essere di grandi dimensioni.
Il codice di comportamento dei Wodaabe sottolinea riserva, modestia, pazienza, forza d’animo, cura reciproca. Ma vengo enfatizzate anche bellezza e fascino – tant’è ch’essi si considerano la popolazione più bella del mondo. Sessualmente liberali, essi praticano inoltre la poligamia e – sebbene il primo matrimonio sia in genere disposto dai genitori quando la coppia è neonata – sono previste anche altre modalità di scelta reciproca da parte dei futuri coniugi, così come nel corso della lro vita sono possibili matrimoni supplementari.
La cerimonia con la quale ragazzi e ragazze in età da marito si incontrano per poi divenire futuri sposi è chiamata Geerewol ed è un vero e proprio concorso di bellezza ma… maschile, in cui sono le donne a scegliere uno tra gli uomini da incoronare “il più bello”.
Alla fine della stagione delle piogge, nel mese di settembre, i clan si riuniscono in questa festa tradizionale in cui giovani uomini, con elaborati make-up, piume e altri ornamenti, eseguono le Yaake, danze e canzoni per impressionare le donne. L’ideale di bellezza maschile prevede un’altezza significativa nonché denti e occhi bianchissimi, dove questi ultimi – nel corso della danza/esibizione di sé – vengono fatti roteare proprio perché si possa apprezzare il biancore della sclera.
Una donna non sposata designerà il vincitore, e da quel momento potrà appartarsi con lui. Parimenti verranno scelti anche altri uomini e seguiranno scambi di doni, celebrazioni di matrimoni e quindi la ripresa della vita tradizionale con nuove configurazioni famigliari.
Di seguito il trailer di un documentario etnografico (“Dance with the Wodaabes”, di Sandrine Loncke, 90′, 201) che ci parla delle loro danze e di questa cerimonia, per chi avesse piacere di lasciarsi incantare…
[youtube https://www.youtube.com/watch?v=NVaShWV79PU]