Archivi categoria: musica

UN LUNGO VIAGGIO IN UNA FORMA BREVE. Il videoclip musicale e il fenomeno della migrazione

Ai migranti, a coloro che vi lavorano, a chiunque voglia un mondo senza confini,

Cristina Balma-Tivola e Giuliana C. Galvagno dedicano l’articolo (online free access)

UN LUNGO VIAGGIO IN UNA FORMA BREVE. Il videoclip musicale e il fenomeno della migrazione

(che speriamo essere l’inizio di una pensata più grande!)

http://www.ojs.unito.it/index.…/COSMO/article/view/4024/3662

Leggetelo ascoltando e guardando i videoclip citati (sono tutti disponibili su youtube)!

E, se vi è piaciuto, condividetelo: ché bisogna promuovere una cultura della libera circolazione delle persone!

La passante

Quasi tutti gli uomini che ho avuto nella vita mi hanno trattato come una passante nelle loro esistenze, e dedicato – anche solo col pensiero – questa canzone; i rimanenti, invece, si sono dovuti arrendere al fatto che fossi solo una passante nelle loro vite.

Buon ascolto.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=l4Q7urIVYAE]

Je veux dédier ce poème

A toutes les femmes qu’on aime

Pendant quelques instants secrets

A celles qu’on connait à peine

Qu’un destin différent entraîne

Et qu’on ne retrouve jamais

A celle qu’on voit apparaître

Une seconde à sa fenêtre

Et qui, preste, s’évanouit

Mais dont la svelte silhouette

Est si gracieuse et fluette

Qu’on en demeure épanoui

A la compagne de voyage

Dont les yeux, charmant paysage

Font paraître court le chemin

Qu’on est seul, peut-être, à comprendre

Et qu’on laisse pourtant descendre

Sans avoir effleuré sa main

A la fine et souple valseuse

Qui vous sembla triste et nerveuse

Par une nuit de carnaval

Qui voulu rester inconnue

Et qui n’est jamais revenue

Tournoyer dans un autre bal

A celles qui sont déjà prises

Et qui, vivant des heures grises

Près d’un être trop différent

Vous ont, inutile folie,

Laissé voir la mélancolie

D’un avenir désespérant

Chères images aperçues

Espérances d’un jour déçues

Vous serez dans l’oubli demain

Pour peu que le bonheur survienne

Il est rare qu’on se souvienne

Des épisodes du chemin

Mais si l’on a manqué sa vie

On songe avec un peu d’envie

A tous ces bonheurs entrevus

Aux baisers qu’on n’osa pas prendre

Aux cœurs qui doivent vous attendre

Aux yeux qu’on n’a jamais revus

Alors, aux soirs de lassitude

Tout en peuplant sa solitude

Des fantômes du souvenir

On pleure les lêvres absentes

De toutes ces belles passantes

Que l’on n’a pas su retenir

Erika Iris Simmons: pentagrammi che diventano ritratti

Nella mia ricerca di cose belle con le quali riempirmi gli occhi, oggi incontro e vi presento Erika Iris Simmons, conosciuta altrimenti con lo pseudonimo di iri5.

Il suo lavoro si esprime con la trasformazione di oggetti inutilizzati in sculture dotate di nuova vita, così come in collage – ed è di questi ultimi che oggi vi presento due serie a partire entramba dall’ispirazione musicale.

Lasciatevi incantare 🙂


Collage da spartiti

sheet-music-collages4

sheet-music-collages3

sheet-music-collages2

Ghost in the Machine

erikairissimmons14

erikairissimmons11

erikairissimmons10

erikairissimmons9

erikairissimmons8

erikairissimmons7

erikairissimmons6

erikairissimmons5

erikairissimmons4

erikairissimmons3

La malegría

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=bjU8fxnyMUw]

Conoscete la sensazione della Malegría?

Manu Chao, che ha coniato questa parola, la descrive come “esa dulce y a la vez amarga emoción que se tiene cuando la alegría y
la melancolía se funden en una sola sensación, cuando todo parece ir
bien, pero no cómo más nos gustaría. Es lo que sientes cuando la mujer a
la que amas no está a tu lado, pero sabes que es feliz, o cuando un ser
querido muere, pero no volverá a sufrir” (“questa emozione dolce e amara che si ha quando l’allegria e la malinconia si fondono in una sola sensazione, quando tutto sembra andare bene però non come più ci piacerebbe. E’ quello che senti quando la donna che ami non è al tuo fianco, però sai che è felice, o quando una persona cara muore ma senza soffrire”).

Malegría

Manu Chao

Por la calle del desengaño

Esta mañana yo pasé

Con malegría otra vez

Por la calle del desengaño

Mi malegría emborraché

Dentro un vasito de jerez

Cuando tú me hablas…

Por la calle del desengaño

Mañana pasearé

Con malegría otra vez

Por la calle del desengaño

Mi malegría ahogaré

Dentro un vasito de jerez…

Cuando tú me hablas…

Alíviame, María, alíviame

Dame otro beso de jerez

Mañana te lo pagaré

Tu risa me da risa

Tu calor me da valor

Dame otro beso de licor…

Cuando tu me hablas…

Wild Thing: un film sulla storia del rock da cantare a squarciagola!

Miei cari, prima di crollare finalmente nel mio caldo lettuccio torno a voi dopo giorni di silenzio – ma prossimamente vi scriverò riflessioni elaborate nella settimana e messe da parte, ben più corpose della presente – con una piccola segnalazione che già so farà morire d’invidia alcuni!

Sono infatti reduce dalla visione di Wild Thing
di Jérôme De Missolz, una carrellata a partire dalla biografia e dai
gusti personali del regista dall’adolescenza all’età adulta su 50 anni
di storia del rock, con interviste e/o ritratti di personaggi quali
Iggy Pop – vero e proprio fil rouge del film insieme a P-Orridge –, Eric
Burdon degli Animals, Pamela Des Barres che ricorda le orge di Jimmy
Page e dei Led
Zeppelin, Jimi Hendrix, un cattivissimo Jello Biafra dai Dead Kennedys,
Richard Hell dei Television, Peter Hook bassista dei Joy
Division, gli Stones, Pete Doherty ecc. Un gran bel film che s’avrebbe
davvero voglia di poter vedere in piedi, mentre vengono rilasciati
nell’aria suoni che ti danno un’energia e un desiderio tali che il tuo
corpo vuole goderne ballando e cantando (perché i pezzi li conosciamo
*tutti*)! 

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=uUNHFr-r190?rel=0]

Non devo consigliarvi di scaricarlo e vederlo perché è un reato, nevvero?

Pazienza: pubblicata la clip e l’immagine del narratore citato, vado a nanna sperando che Morfeo, nell’abbracciarmi, abbia le sue sembianze 😉

Buona notte anche a voi, e buona domenica!

Sonor, di Levin Peter – Sul paesaggio sonoro di udenti e non udenti

Sonor (2011), di Levin Peter, è il resoconto, attraverso una serie di ‘quadri’/situazioni, dell’incontro tra un musicista e una ballerina non udente dalla nascita, e della loro esplorazione congiunta dell’ambiente sonoro così come percepito da udenti e da non udenti (perché c’è, non è silenzio) col fine di tentare poi la restituzione delle loro scoperte in forma verbale e visiva attraverso il film.
Poco alla volta la loro relazione si sviluppa come un’improvvisazione musicale, dove l’ambiente sembra rivelare una partitura di onde e vibrazioni cui abitualmente – noi normodotati – non prestiamo attenzione. Il tutto trattato con un sensuale bianco e nero, con il tempo lento della scoperta e della comprensione reciproca dei protagonisti, e melodie solo apparentemente dissonanti.

[vimeo http://www.vimeo.com/20721901 w=440&h=253]
Un risultato semplicissimo ed estremamente profondo, chiaramente debitore di studi di acustica, ricerche sul paesaggio sonoro e sperimentazioni musicali di lunga data. Ma – pur nell’onnipresente neve che tutto sembrerebbe ovattare – connotato dal tepore che si sviluppa nel delicato dialogo/confronto dei protagonisti, e dal brivido del racconto della pratica abituale della ballerina di posare le mani sull’impianto stereo e mettere in loop un brano musicale finché il suo corpo e la sua memoria non siano perfettamente impregnati di una certa sequenza di vibrazioni, secondo un certo ritmo, sul quale lei disegnerà e interpreterà la propria coreografia.
Qui di seguito una breve intervista a Levin Peter, per chi avesse piacere di approfondire.

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=_nJtMJNcnGc?rel=0]

Swoon: Dithyrambalina

Ho già parlato di Swoon, un’artista che mi piace molto sia per motivazioni, che per concept, materiali e prassi con i quali realizza le proprie opere. Dopo alcuni anni passati a girare con vascelli pirata, l’artista newyorkese è ora a New Orleans, dove sta realizzando il suo nuovo progetto per la comunità: Dithyrambalina.
Dithyrambalina è una casa in corso di costruzione la cui architettura riprende le forme dei cottage di Bywater, quartiere creolo di New Orleans ancora pieno di casette ed edifici abbandonati (dopo la devastazione di Katrina).
La sua caratteristica è che essa sarà contemporaneamente spazio residenziale, luogo accessibile alla comunità (per progetti, laboratori, mostre) e music-box – ovvero vero e proprio strumento musicale, seguendo le proposte dei vari artisti e musicisti che stanno collaborando con Swoon per renderla ‘suonabile’ attraverso sistemi di bottoni e leve disseminati qui e là per la casa che attiveranno strumenti inseriti nelle pareti e nei pavimenti della stessa.
Potete seguire la realizzazione del progetto dal blog, così come incontrare virtualmente tutti gli artisti – tra i quali il collettivo del New Orleans Airlift – che stanno mettendo l’anima per fare rinascere la città di New Orleans.

Danzare un’altra danza

Trovato in rete stamane, risuona con i miei pensieri – già desumibili dai commenti che ho disseminato in giro tra ieri e oggi, dopo gli eventi di ieri.

“Se non posso danzare, non è la mia rivoluzione” (Emma Goldman) – e io danzo ebbra al mio passo, alla musica e alle parole che amo.

E poi vediamo, magari i pazzi di cui mi circondo daranno luogo a una fantastica, inaudita, inedita jam session 😉

[questa musica, come sfondo, per pensare meglio e con le giuste energie e la giusta passionalità: ché no, non penso neanche lontanamente ad arrendermi!]

[youtube https://www.youtube.com/watch?v=RRpihmon8kg?rel=0]

Danzare un’altra danza

breve riflessione in forma di sentenze sui fatti del 15 ottobre e sui giorni a venire:

– i nostri nemici non sono i poliziotti

– i poliziotti sono servi

– gli infiltrati esistono

– la strategia della tensione esiste

– esistono persone che hanno modalità di lotta così lontane dalle nostre da apparirci antitetiche

– spesso lo sono, antitetiche

– i nemici sono i padroni dei poliziotti

– i nemici sono i padroni

– i media e i mezzi di comunicazione ci sono ostili

– ci è necessario comunicare

– un nostro obiettivo è quello di creare obiettori di coscienza fra i servi del nemico

– i media sono servi del nemico

– la forma del corteo non è più praticabile

– i funerali vanno in corteo

– i carnevali morti e omologati vanno in corteo

– il carnevale è vita e va ovunque

– un movimento vivo è carnevalesco e va ovunque

– il carnevale rovescia il potere

– il carnevale ha durata limitata nel tempo

– gli spazi si difendono manu militari

– il potere ci impone spazio e tempo

– sfuggire ai confini spaziali, essere ovunque, come il carnevale

– trasformare il tempo, rifondarlo

– ogni azione carnevalesca è una festa

– ogni azione funeraria è una cerimonia

– il funerale è ordinato

– il carnevale è anarchico, sincero e mascherato

– il carnevale è identità collettiva

– il carnevale è liberazione personale

– il carnevale è un tempo altro che rinnova i luoghi

– il funerale è un percorso chiuso (casa-chiesa-cimitero-casa) in un tempo circoscritto (veglia, rosario, messa, corteo, pianto)

– il carnevale è contagioso

– il funerale è omologante

– la veglia non può protrarsi oltre i limiti di decomposizione del cadavere

– il ricordo autentico di un defunto rinnova la vita

– se il cavallo ti sgroppa lesto rimontaci in sella

– se una cosa non funziona falla diversa la volta dopo

– se una cosa funziona falla diversa al giro dopo

– pietà e carità

– essere spietatamente sinceri

– pensare da sé, pensare con gli altri

– diffidare delle locuzioni che suonano bene

– suonare quel che ci piace

– suonare quello che a noi dice

– e poi danzare.